RISTORANTE

Ristorante Villa Clizia

Il nostro

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Sposare nuovi sapori, creare sapienti ossimori, valorizzare al meglio gli ingredienti di alta qualità… i menù proposti sono il frutto della creatività dei nostri chef.

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La nostra

Carta dei Vini

La cantina ospita oltre 400 etichette, custodite con grande cura.
Una ricerca costante e attenta permette a Villa Clizia di proporre una Carta dei Vini di assoluta qualità, offrendo il meglio della produzione vitivinicola italiana e internazionale.
Nel ristorante e nel catering, i vini selezionati e suggeriti completano la personalità dei piatti e rendono esclusiva l’esperienza.

Enoteca Villa Clizia

La Location

Location

Il Ristorante

Alle porte delle Dolomiti Bellunesi, a Mas di Sedico, sorge il ristorante Villa Clizia in un contesto privilegiato dal sapore storico-artistico. Il ristorante, infatti, si trova in una villa storica risalente al XVII secolo e recentemente ristrutturata. La villa in origine era la casa di villeggiatura a Mas della contessa Marianna Alpago Doriani Dal Mas.

Il nome del ristorante richiama il poemetto “La villeggiatura di Clizia” che fu composto agli inizi del 1800 dal nobile di Belluno, letterato e poeta, Giuseppe Urbano Pagani Cesa, quand’era ospite a Mas nella casa di villeggiatura della contessa Marianna Alpago Doglioni Dal Mas, sua musa ispiratrice e da lui trasfigurata, come si usava all’epoca, nella mitologica ninfa Clizia.

Ecco pochi versi stralciati dal poemetto che raccontano bene l’atmosfera magica che si respirava:

“…Dove Clizia alberga,
in si modesto e semplice soggiorno
la dolce brillerà pace serena;
alla mensa frugal, preside ognora
la libertà, grate vivande e pure
miste a olezzanti di sapor febeo
piacevoli concetti di lieta copia
Clizia n’inbandirà…”.

Villa Clizia


  • Per i più curiosi, un approfondimento storico-artistico

È molto probabile che il primo impianto dell’attuale villa Doglioni-Dal Mas-De Castello, meglio conosciuta dai locali come il Bacologico (un’ala della quale ospita attualmente il ristorante), risalga al XVII secolo. Costruita per la villeggiatura, tale dimora doveva appartenere ai Doglioni, dato che furono i fratelli Matteo e Francesco di quella nobile famiglia di Belluno a costruire nel 1658 la chiesetta dedicata a Sant’Antonio sul colle (sicuramente in loro possesso) sovrastante l’abitato di Mas, nel cui territorio essi avevano anche vasti poderi e numerosi fabbricati (compreso un oratorio dedicato a San Gioatà)

Non sappiamo esattamente quando la volumetria della dimora padronale, che continuo’ ad essere usata solo per la villeggiatura, sia stata accresciuta fino a raggiungere le dimensioni attuali e siano stati ristrutturati gli altri fabbricati. Possiamo supporre che cio’ sia avvenuto entro il 1840, anno quest’ultimo che si legge tuttora su uno stipite dell’ala ovest (con pilastri e poggioli) della villa. Forse fu scritto per ricordare che nel 1840 vennero eseguiti (o portati a termine) importanti lavori? E’ verosimile che, nello stesso periodo, pure il giardino sia stato rifatto secondo la moda e il gusto dell’epoca.

Nel 1855 era proprietario del luogo di villeggiatura a Mas il nobile Andrea Doglioni Dal Mas. Dal 1926 al 1931 il palazzo più grande nel complesso della villa, proprietà sia a quell’epoca che successivamente della famiglia De Castello, ospito’ un allevamento di bachi da seta (da qui il nome Bacologico) solo per produrre le minuscole uova, dette seme-bachi, la quasi totalità delle quali finiva a Novara acquistata dai grossi allevatori della zona, famosa per i suoi setifici. Titolari dell’attività, che occupava una trentina di persone, erano i giovani coniugi De Faveri provenienti da Vittorio Veneto. Seguirono poi molti anni di abbandono e degrado, tali da renderla irriconoscibile come villa, fino al cambio di proprietà e al recente recupero.

(Studio a cura di Gianni De Vecchi con la collaborazione dell’arch. Serafino Marcadent e Gianni da Rold)